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    <title>Associazione Culturale "Coltiviamo la Pace"</title>
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 <title>GETSEMANI: LA MEMORIA DI UN AMBIENTE</title>
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<description><![CDATA[<a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20110608-01 Getsemani.jpg"></a><br />
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Gli ulivi del Giardino del Getsemani di Gerusalemme sono stati interessati da un progetto di una ricerca scientifica denominato «<i>Getsemani: La memoria di un ambiente</i>», coordinato dal Prof. <b>Giovanni Gianfrate</b> dell'Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze, in accordo con la Custodia di Terra Santa.<br />
Il progetto è stato sostenuto dall'iniziativa «<i>Adottiamo gli Ulivi del Getsemani</i>» dell'UGC - Unione Generale Coltivatori della Cisl, organizzazione professionale agricola all'interno della COPAGRI - Confederazione Produttori Agricoli. Le attività di ricerca scientifica sono state condotte dal Dr. <b>Antonio Cimato</b> dell'IVALSA - Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del CNR di Firenze.Importanza - Con tutta evidenza, il progetto è di straordinaria importanza e di grande aspettativa in quanto i protagonisti dell'indagine sono i famosissimi otto ulivi storici esistenti nel Giardino del Getsemani di Gerusalemme. Questi sono gli ulivi che la Cristianità, rappresentata nel suo complesso da oltre 2 miliardi e 100 milioni di abitanti del pianeta, ritiene essere i testimoni viventi di alcuni avvenimenti significativi della vita di Cristo.<br />
Gli episodi della Passione avvenuti fra questi ulivi, di comune memoria fra i credenti, ne fanno le piante più conosciute al mondo; e il Giardino del Getsemani, pur essendo tanto piccolo, è diventato il luogo della Terrasanta più noto all'Umanità.<br />
Questo è il luogo della preghiera, quello che nella letteratura e nelle opere figurative di ogni tempo ha rappresentato l'«Orazione nell'Orto», il luogo in cui inizia la Passione, della famosa invocazione «passi da me questo calice», il luogo della tristezza, dell'agonia e dell'accettazione della sofferenza; questo luogo e l'immagine di questi ulivi ricorrono e tornano alla mente di ogni cristiano quando è nella sofferenza: nelle più gravi difficoltà della vita, questi ulivi sono per i credenti un riferimento, un motivo di consolazione, un principio di coraggio, un elemento di forza.<br />
Il Getsemani è il luogo del tradimento, del «Bacio di Giuda», il luogo dove si è manifestata e sperimentata l'infamia umana in tutta la sua gravità; per i Cristiani, il tradimento è fra i peccati più gravi, tant'è che Dante Alighieri colloca Giuda Iscariota nel posto più profondo dell'inferno, col capo nella bocca del demonio e il resto del corpo che si dimena di fuori, mentre viene morso e graffiato di continuo (Inferno, Canto XXXIV).<br />
L'orto del Getsemani è, infine, il luogo della «Cattura di Cristo», nel quale, facendo la volontà del Padre, si consegnò ai persecutori.<br />
Al di là dell'aspetto legato alla fede cristiana, gli ulivi del Giardino del Getsemani hanno una valenza più generale in quanto «l'ulivo», più di ogni altro elemento, esprime l'identità del Mediterraneo e di tutte le popolazioni che hanno abitato e abitano l'area. Se si vuole delimitare in modo inequivocabile quest'area, si deve inevitabilmente fare riferimento alla nostra pianta più significativa: il Mediterraneo finisce dove non c'è più l'olivo.<br />
L'olivo accomuna tutte le popolazioni mediterranee nel vivere quotidiano di ogni tempo, dunque ne rappresenta la storia, la cultura, le abitudini, lo spirito, lo stile di vita, lo stato d'animo, le aspettative.<br />
D'altra parte, la coltivazione dell'olivo si è sviluppata ed è progredita di pari passo con la civiltà dei popoli mediterranei. Perciò, si ha la sensazione che le tante piante «millenarie» abbiano impressionato le immagini della nostra lunga storia, e ce la potrebbero a loro modo raccontare. E per quanto ci riguarda, chiunque volesse scorrere la storia del Mediterraneo attraverso quel percorso privilegiato che la coltura dell'olivo rappresenta, non potrebbe evitare di ricordare quelle piante che si trovano nel Giardino del Getsemani di Gerusalemme, alle origini della civiltà cristiana.<br />
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Attività e obiettivi - Nel 2009, l'Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze ha stipulato una convenzione con l'Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree - IVALSA/CNR di Firenze per far eseguire, con mezzi propri, alcune indagini sugli ulivi del Giardino del Getsemani di Gerusalemme. In particolare, l'Associazione ha provveduto a finanziare le attività di:<br />
1. Identificazione genetica delle piante, per cui sono state condotte ricerche molecolari idonee a stabilire il profilo genetico del Dna di ciascuno degli otto ulivi presenti nel Giardino del Getsemani.<br />
2. Accertamento dell'unità genetica delle piante, mediante il confronto del profilo genetico (Dna) delle chiome con quello radicale del medesimo albero; il risultato rappresenta un elemento di fondamentale interesse scientifico per stabilire l'origine di ciascun ulivo.<br />
3. Descrizione morfologica delle piante, avuto riguardo: a) alla struttura del tronco e delle principali branche, per distinguere di ogni ulivo le zone ad elevata efficienza vegetativa da quelle per le quali lo sviluppo risulta limitato o nullo; b) ai caratteri morfologici di alcuni organi (foglie, frutti ed endocarpo), con l'intento di evidenziare l'omogeneità e le differenze tra gli otto ulivi, nonché per rafforzare l'informazione del profilo genetico degli alberi.<br />
4. Accertamento dello stato nutrizionale delle singole piante, attraverso la determinazione della composizione in macro e micro elementi dei tessuti fogliari, al fine di ottenere informazioni utili al suggerimento di un calendario di interventi agronomici e di tecnica colturale non invasivi, per la tutela degli ulivi e il mantenimento sostenibile dell'ecosistema che il Giardino del Getsemani rappresenta.<br />
5. Accertamento dello stato fito-sanitario, al fine di garantire la sopravvivenza e la migliore gestione degli otto ulivi; per questo, sono stati condotti test specifici di laboratorio per verificare il perfetto «stato di salute» di ciascuno di esse, avuto riguardo alla presenza/assenza di: a) virosi e micosi sulle foglie e rami di più anni di età; b) batteri del tipo Pseudomanas savastanoi.<br />
In questa prima fase, il prelevamento dei campioni è stato effettuato secondo precise indicazioni metodologiche, documentate nel corso dell'esecuzione, dal Prof. Giovanni Gianfrate, agronomo, e dal suo ex allievo agrotecnico Adriano Rossi, il 27 maggio 2009. Il materiale vegetale è stato consegnato la mattina del 29 maggio ai ricercatori dell'IVALSA/CNR di Firenze per l'allestimento dei campioni da analizzare.<br />
Nel 2010, su sollecitudine della Custodia di Terra Santa e con la copertura finanziaria della UGC/COPAGRI, è stato possibile attuare un prolungamento del progetto, il quale ha consentito le ulteriori attività di:<br />
6. Accertamento delle condizioni di fitotossicità delle piante, in risposta allo stato di inquinamento ambientale; lo studio ha inteso valutare i rapporti tra vegetazione e inquinanti dell'aria (ad esempio metalli pesanti e radionuclidi), a identificare danni alle chiome e alle radici, a proporre eventuali interventi curativi per la tutela degli otto ulivi con metodi biologici.<br />
7. Stima dell'età delle piante, per la quale è stato applicato il metodo di dendrometria noto come «wiggle matching», consistente nell'adottare la datazione al radiocarbonio su piccoli campioni, di pochi milligrammi, prelevati in punti diversi del tronco delle piante: un primo campione viene prelevato il più vicino possibile al midollo, il secondo più esternamente, in direzione della corteccia. Tale metodo consente la datazione delle piante con una probabilità del 99,9% e un errore di 15-20 anni al massimo, anche su campioni di materiale antico di migliaia di anni.<br />
Per l'esecuzione dei sopralluoghi nel Giardino del Getsemani e il prelevamento dei campioni necessari alla datazione è stata organizzata un'apposita missione scientifica a Gerusalemme, dal 22 al 30 agosto 2010, composta da: Dr. Antonio Cimato, ricercatore IVALSA/CNR di Firenze; Dr. Mauro Bernabei e Dr. Claudio Pollini, ricercatori IVALSA/CNR di Trento; Dr. Francesco Marino, agronomo, Presidente Copagri Toscana; Prof. Giovanni Gianfrate, agronomo, coordinatore progetti di cooperazione Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze.<br />
Al gruppo si è aggiunta una piccola troupe Afa Film/Rio Film, che ha effettuato le riprese video dell'avvenimento.<br />
Le attività di ricerca, condotte dal Dr. Antonio Cimato, si sono svolte prevalentemente presso l'Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree - IVALSA/CNR di Firenze; sono stati anche interessati diversi laboratori esterni, italiani ed esteri.<br />
La divulgazione dei risultati, per cui i ricercatori dell'IVALSA/CNR di Firenze si sono impegnati a predisporre la documentazione necessaria, salvo imprevisti, avverrà il 21 ottobre 2011 mediante conferenza stampa nella Sala Marconi di Radio Vaticana, a cura delle Edizioni Terra Santa di Milano. È previsto un convegno internazionale da organizzare a Gerusalemme, in febbraio-marzo 2012.<br />
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Finalità della ricerca<br />
- Stabilire scientificamente la particolare biodiversità rappresentata dagli otto ulivi storici esistenti nel Giardino del Getsemani di Gerusalemme.<br />
- Valorizzare ulteriormente gli aspetti storici, culturali e religiosi di un bene che costituisce un singolare patrimonio dell'Umanità.<br />
- Poter eventualmente proporre rimedi, interventi agronomici e di tecnica colturale, biologici e non invasivi, capaci di assicurare alle piante le migliori condizioni di sviluppo.<br />
- Garantire la tutela e la sopravvivenza delle piante, che costituiscono una eredità biologica unica e straordinaria.<br />
- Assicurare il mantenimento sostenibile dell'ecosistema rappresentato dal Giardino del Getsemani.]]></description>
 <category>06 - Progetti di solidarietà</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=90</comments>
 <pubDate>Wed, 8 Jun 2011 22:28:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>TERRASANTA: CAMPIONATO MONDIALE POTATURA DELL&apos;OLIVO</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=86</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20110609-04 Taybeh.jpg"></a></div><b>TERRASANTA:<br />
CAMPIONATO MONDIALE POTATURA ALBERI DI OLIVO</b><br />
<i>Taybeh/Efraim, 6 marzo 2011</i><br />
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L'Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze, che da oltre dieci anni opera per un piano di sviluppo integrale della comunità cristiana di Terrasanta, l'UGC - Unione Generale Coltivatori della COPAGRI - Confederazione Produttori Agricoli, che rappresenta oltre 515 mila coltivatori italiani, e la Olive Branch Foundation, rappresentata da Padre Raed Abusahlia, parroco latino di Taybeh/Efraim, hanno organizzato in Terrasanta il «1° Campionato mondiale di potatura dell'olivo». All'iniziativa ha aderito il Comune di Bocchigliero, in provincia di Cosenza, che ha partecipato con una delegazione guidata dal Sindaco, Dr. Luigi De Vincenti. Vi hanno partecipato, tra l'altro, cinque rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura Palestinese, il Presidente del Consiglio Oleicolo Palestinese, Khaled Junaidi 'Abu Assam, oltre a industriali del settore e numerosi produttori agricoli.<br />
L'evento, consistito in un convegno sull'olio d'oliva della Terrasanta e da una competizione di potatura di alberi d'olivo, si è svolto a Taybeh/Efraim il 6 marzo 2011.GLI ULIVI DI EFRAIM - Per buona sorte o provvidenzialmente, la manifestazione si è tenuta in una località di straordinaria rilevanza per l'olivicoltura: chi volesse seguire l'evoluzione della civiltà umana nel Mediterraneo attraverso quel percorso privilegiato che è la storia dell'olivo, si ritroverebbe inevitabilmente a Taybeh/Efraim.<br />
Situato a circa 25 km a nord-est di Gerusalemme, come a dire a un giorno di cammino, appena al di là della Giudea e sulle prime montagne della Samaria, ai margine dell'imponente scenario del Deserto di Giuda, il villaggio è un insediamento cananeo esistente già all'inizio del III millennio a.C., nell'età del bronzo medio. Esso è ripetutamente citato nel periodo biblico, con nomi apparentemente differenti: Afra/Ofra al tempo della conquista di Giosuè, verso il 1200 a.C.; Ofra/Efra all'inizio del regno di Saul (1030-1010); Efraim sotto il regno di Davide (1010-970), con riferimento alla storia di Assalonne; Efron, verso il 912, sotto il regno di Geroboamo I (931-910); Efraim, intorno alla metà dell'VIII secolo a.C., sotto il regno di Geroboamo II, quando il profeta Osea rimprovera gli abitanti del suo territorio perché «portano olio in Egitto» (Osea 12,2). Le indagini archeologiche intensivamente condotte sui rilievi meridionali della Samaria hanno confermato una espansione senza precedenti della produzione d'olio d'oliva nell'età del ferro; come pure è documentata la spedizione dell'olio in Egitto e in Assiria. Per la citazione del profeta Osea, Efraim era già nota agli studiosi europei dell'Ottocento come il primo esempio nella Bibbia di esportazione dell'olio di oliva. Ed ancora, il villaggio viene menzionato sotto il nome di Afèrama in epoca greca, nel 149 a.C., al tempo di Gionata (160-143), fratello e successore di Giuda Maccabeo. Il Vangelo di Giovanni ricorda che «Gesù ... si rititò con i suoi discepoli di là, nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli» (Gv. 11,54). Con lo stesso nome è indicata negli scritti patristici; nella mappa del mosaico di Madaba, del VI secolo; e così di seguito, fino alla conquista musulmana del 1187, quando viene rinominata Taybeh, che in arabo significa «buona»; le successive relazioni di viaggio dei pellegrini cristiani continuano a identificarla come Efraim, fino ai nostri giorni.<br />
«Efraim» con tutte le varianti, dovute anche alle diverse traduzioni, significa «fertile, feconda». In ogni tempo, la denominazione ha voluto indicare un luogo in cui prosperava la coltura dell'ulivo, l'unica possibile per le condizioni ambientali, che perciò ha costituito la fondamentale risorsa economica, capace di alimentare un fiorente commercio di esportazione.<br />
Attualmente, nel territorio di Taybeh/Efraim si coltivano oltre 100 mila alberi d'olivo, molti dei quali secolari, ad una altitudine compresa fra 600 e 900 metri s.l.m. Le condizioni climatiche, caratterizzate dalla prossimità del deserto, e un terreno ricco di scheletro calcareo fanno un ambiente ideale per produrre olive ricche di olio di elevata qualità, rinomato nell'antichità e riconosciuto tuttora come uno dei migliori di tutta la regione.<br />
Nel contesto di un tale patrimonio olivicolo, che vanta una storia millenaria fino alle origini della coltivazione dell'olivo, il «1° Campionato mondiale di potatura degli alberi di olivo» ha trovato una cornice ineguagliabile.<br />
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IL CONVEGNO - La manifestazione organizzata a Taybeh/Efraim si è aperta, nella mattinata del 6 marzo, con una conferenza intitolata «L'olio d'oliva in Terrasanta: storia, cultura, produzione e commercializzazione», articolata in diversi interventi e un momento di dibattito. Essa è stata una speciale occasione di incontro, di dialogo e di confronto tra produttori, tecnici, docenti e professionisti del settore olivicolo, italiani e palestinesi. Nell'ordine, sono intervenuti.<br />
1) David Canaan Khoury, Sindaco del Comune di Taybeh; ha dato il benvenuto della cittadina ai convenuti ed ha espresso parole di profondo apprezzamento per l'importante iniziativa. Lui stesso produttore di olio d'oliva, ha riferito che Taybeh è un villaggio arabo palestinese della Cisgiordania/West Bank, l'unico interamente cristiano della Terrasanta; ha una popolazione di circa 1.400 abitanti; soprattutto negli anni passati, si è avuta una forte emigrazione in conseguenza dei disagi derivanti dalla difficile situazione politica, per cui si contano più di 8.000 palestinesi originari di questo villaggio sparsi nei più diversi paesi del mondo. Ed ancora, ha ricordato che delle 380 famiglie che abitano oggi la cittadina di Taybeh, circa 300 posseggono olivi e ricavano dalla produzione dell'olio una fondamentale integrazione se non l'intero reddito per la loro sussistenza. Il Dr. David Khoury, che è figlio di emigrati ed è nato negli Stati Uniti, è tornato nel villaggio ed ha impiantato una microbirreria: è perciò titolare della «Taybeh Beer», produce la più famosa birra del Medioriente ed esporta all'estero, perfino in Germania.<br />
2) Khader Kamal Deibes, agronomo, professionista del settore olivicolo, ha riferito sulla importanza della coltura dell'olivo in Palestina, descrivendo gli aspetti storici, religiosi, economici e sociali.<br />
3) Majed Yasin Juneidi, Coordinatore del Programma di sviluppo del Ministero dell'Agricoltura Palestinese, ha illustrato i criteri e le modalità di potatura degli alberi di olivo in Palestina.<br />
4) Giuseppina Azzinnari, agronomo e docente dell'Istituto Professionale per l'Agricoltura di Rende (Cosenza) e Adamo Sturino, docente all'Istituto Professionale Agrario di Scigliano (Cosenza), dopo aver sovrainteso alle operazioni di analisi dei campioni dell'olio provenienti da ogni comunità cristiana del Patriarcato Latino di Gerusalemme, hanno spiegato le metodologie delle analisi organolettiche e chimiche effettuate, specificando l'importanza dei risultati per la qualità dell'olio di oliva.<br />
5) Ramzi Sansour, del Ministero della Salute, responsabile di un laboratorio di analisi chimiche di Ramallah, ha parlato della qualità degli oli d'oliva palestinesi.<br />
6) Giovanni Gianfrate, agronomo e docente di economia agraria, coordinatore dei progetti di cooperazione dell'Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze, ha illustrato il progetto «Getsemani: La memoria di un ambiente», riferendo sulle indagini scientifiche condotte sugli otto olivi storici del Giardino del Getsemani di Gerusalemme, sui soggetti coinvolti, sull'importanza e le motivazioni della ricerca. In particolare, il Prof. Gianfrate ha specificato che le ricerche sono dirette dal Dr. Antonio Cimato dell'IVALSA - Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Firenze) e che l'attuazione del progetto è stata resa possibile grazie all'iniziativa «Adottiamo gli ulivi del Getsemani» della UGC - Unione Generale Coltivatori - CISL, organismo professionale agricolo della COPAGRI - Confederazione Produttori Agricoli.<br />
7) Walid Salim Basha, professore presso l'An-Najah National University di Nablus, ha proposto un progetto per la realizzazione di un laboratorio di micropropagazione e di un vivaio per assicurare la tutela e la conservazione del patrimonio genetico, unico e singolare, rappresentato dagli otto olivi sacri del Giardino del Getsemani.<br />
8) Luigi De Vincenti, Sindaco di Bocchigliero, cittadina in provincia di Cosenza, che ha condotto un consistente gruppo di partecipanti della Calabria, ha avuto parole di apprezzamento per l'iniziativa. Il Dr. De Vincenti ha fatto rilevare il rapporto di stima e di amicizia stabilito con il Sindaco di Taybeh/Efraim, derivato anche dalla constatazione che, pur operando in contesti politici tanto differenti, si trovano a gestire realtà molto simili per caratteristiche montane e popolazione da amministrare: due comuni forse destinati a gemellarsi.<br />
9) Francesco Marino, agronomo, Presidente Copagri Toscana, organizzatore del «Campionato Mondiale Potatura dell'olivo» a Taybeh/Efraim. «I have a dream ... io ho un sogno: l'agricoltura per combattere la fame e la povertà», ha detto il dott. Marino. La manifestazione organizzata a Taybeh/Efraim - ha continuato - non è una normale gara fra potini; vuole essere un intervento progettuale per valorizzare e migliorare il comparto olivicolo della regione attraverso il confronto fra realtà olivicole internazionali. Nel concludere il convegno, l'agronomo Marino ha illustrato l'importanza di nuovi mezzi meccanici per l'olivicoltura, che rappresentano gli strumenti di una moderna strategia per ridurre il fabbisogno di manodopera e continuare a migliorare le condizioni di lavoro degli operatori, rendendole più sicure, rapide ed economiche. Il Presidente Copagri, inoltre, ha comunicato che la Pellenc, leader mondiale della meccanizzazione in olivicoltura, ha sponsorizzato la manifestazione offrendo otto dei suoi prodotti di ultima generazione, destinati agli olivicoltori del villaggio cristiano di Taybeh/Efraim.<br />
Al termine della mattinata, sono stati premiati i tre migliori oli d'oliva palestinesi fra tutti quelli presentati: hanno vinto, nell'ordine, Raed Muaddi, Masoud Yunes e Anouar Naameh. ai quali saranno conferite alcune attrezzature agricole italiane prodotte dalla Pellenc.<br />
Oltre le numerose autorità civili, del mondo accademico e di rappresentanza professionale, ha assistito al convegno anche Sua Beatitudine Mons. Michel Sabbah, Patriarca Latino Emerito di Gerusalemme, convinto sostenitore della necessità di un piano di sviluppo che non si limiti alla semplice crescita economica, ma ampli le coscienze, produca una riflessione profonda in tutti gli abitanti della Terrasanta, tale da condurli a una condizione di pace sicura e duratura.<br />
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LA COMPETIZIONE - Nel pomeriggio, dopo un pranzo tipico della cucina palestinese offerto dalla Olive Branch Foundation, si è finalmente svolta l'attesa competizione, il «1° Campionato Mondiale Potatura Alberi d'Olivo». Alla gara hanno partecipato 10 potini italiani, provenienti da Toscana, Lazio, Calabria, Campania, Liguria; e 32 potini palestinesi, provenienti dalle comunità cristiane di Beit Sahour (il «Villaggio dei Pastori» dei Vangeli), Beit Jala, Betlemme, Taybeh/Efraim, Ein Arik, Ramallah, Rafidia (sobborgo di Nablus), Bir Zeit (che significa «Pozzo dell'olio», per la vastità dei suoi oliveti), Zababdeh.<br />
Per l'occasione, la comunità di Taybeh/Efraim ha messo a disposizione dei partecipanti un oliveto noto per le sue piante plurisecolari, alcune millenarie, risalenti all'epoca crociata, quando la cittadella di Efraim, con il suo castello, faceva parte del feudo del marchese Guglielmo di Monferrato, detto il Lungaspada, ottenuto in occasione delle sue nozze con la principessa Sibilla di Gerusalemme, sorella del re Baldovino IV; feudo passato, alla prematura morte del Lungaspada, a suo padre, Guglielmo V di Monferrato, cugino di re Luigi VII di Francia e zio di Federico I, il Barbarossa.<br />
Scaduto il tempo di 90 minuti assegnato ai concorrenti per la potatura di due piante, la Giuria (composta da quattro membri, tra cui il Dr. Ivano Cimatti, notaio in Roma, e il Dr. Mayed Yasin Juneidi, in rappresentanza del Ministero dell'Agricoltura) ha esaminato le piante potate da ciascuno e valutato il lavoro eseguito secondo criteri preventivamente regolamentati; ha quindi compilato la classifica ed assegnato le «Targhe Copagri» di riconoscimento ai primi tre classificati. A tutti è stato consegnato un attestato di partecipazione. Sono risultati: 1° classificato, Yousef Bassir (con punteggio di 97/100, di Taybeh/Efraim, noto per essere il potatore degli olivi del Giardino del Getsemani; 2° classificato, Ibrahim Basir (con punteggio di 95/100); 3° classificato, Johnny Abu Radi (con punteggio di 94/100). Nonostante le oggettive difficoltà, per essersi trovati ad operare su piante «sconosciute» riguardo le caratteristiche vegetative delle cultivar e l'ambiente pedoclimatico particolare, i potini italiani hanno ottenuto piazzamenti di tutto rispetto. Primo fra tutti Adamo Sturino, giunto al quarto posto (con punteggio di 91/100): insegnate di Esercitazioni Agrarie all'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente di Scigliano (Cosenza), dove è stato accolto al suo ritorno come un trionfatore dai suoi colleghi e alunni, ed ha meritato un articolo di stampa sulla Gazzetta del Sud. Da ricordare anche il toscano Marco Peruzzi di Vinci (6° classificato); Ari Algieri (7° classificato), venuto appositamente dalla Germania, dove attualmente risiede; e Saverio Savaglia (9° classificato).<br />
L'esibizione del gruppo folcloristico dei giovani di Taybeh ha concluso in allegria una manifestazione per tutti indimenticabile.<br />
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I RISULTATI<br />
1) Decisiva per il successo dell'evento è stata la collaborazione di Don Raed Abusahlia, parroco della comunità cristiana latina di Taybeh/Efraim, il quale ha riconosciuto l'importanza della giornata internazionale di studio e di confronto per la valorizzazione della coltura dell'olivo e dell'olio, principale risorsa economica della regione. Per la comunità cristiana di Terrasanta è fondamentale il contributo di una cooperazione intelligente con i cristiani d'Occidente, mediante progetti e iniziative aventi per finalità il sostegno all'economia familiare, specialmente fornendo opportunità di reddito e di lavoro per i giovani, quale unico rimedio per arrestare il fenomeno drammatico dell'emigrazione ed evitare che la Terrasanta diventi uno sterile museo, privo di quella comunità cristiana costituita da Gesù Cristo stesso con la sua predicazione.<br />
2) Piena soddisfazione è stata espressa dal Presidente Francesco Marino per il quale l'iniziativa è stata una competizione vera e sentita, allo stesso tempo gioiosa; svoltasi in uno spirito di amicizia, subito stabilita fra persone che non si comprendevano per lingua, ma che di fatto si intendevano perfettamente su un comune linguaggio pratico e una comune passione per l'olivo. Anche a nome della Copagri, Marino ha ringraziato per la generosa ospitalità con la quale il gruppo italiano è stato accolto dalla comunità cristiana di Taybeh/Efraim, riconoscendo in ciò quella cultura e quella tradizione che accomuna e identifica le popolazioni, specialmente rurali, del Mediterraneo. Abbiamo incontrato - ha detto il Prof. Marino - gente semplice dei campi, ma aperta all'innovazione; dignitosa nelle ristrettezze di una vita quotidiana condizionata da un problema politico irrisolto dopo tanti anni; desiderosa di un futuro di pace che tarda a venire; comunque, orgogliosa di se stessa, di quell'orgoglio proprio di chi confida nella sicurezza economica che una pianta secolare come l'olivo ha da sempre garantito.<br />
3) Per l'Associazione Coltiviamo la Pace, rappresentata dal Prof. Giovanni Gianfrate, l'iniziativa ha costituito un ulteriore intervento a favore della comunità cristiana di Terrasanta, specificatamente nell'ambito di quel «piano di sviluppo integrale» che è stato elaborato appositamente e viene attuato da oltre 10 anni a Taybeh/Efraim. Il piano, voluto dal Card. Ennio Antonelli quando era Arcivescovo di Firenze, e sostenuto da Mons. Angiolo Livi, Priore della Basilica di S. Lorenzo, si propone con successo la valorizzazione delle risorse umane e delle produzioni agricole e artigianali dell'ultimo villaggio interamente cristiano rimasto in Terrasanta, oggi indicato dalla stampa internazionale come «l'oasi dove si coltiva la speranza» e «la roccaforte cristiana in Medio Oriente». In questo tempo, qui l'Associazione realizzato numerosi progetti, tra i quali un frantoio industriale; un centro per la promozione e la commercializzazione dei prodotti del villaggio; diversi laboratori artigianali (tra cui quello della ceramica, dove si produce la famosa «Colomba della Pace», oltre quelli della cera, del legno d'olivo, del sapone naturale, dell'incenso e di alcuni prodotti alimentari tipici, quali il maftul e il freekeh), per dare lavoro alle persone più disagiate, tra cui orfani, vedove e handicappati; un centro medico; una casa per anziani; una casa di accoglienza per pellegrini; una stazione radio in grado di diffondere la voce della Cristianità in tutto il Medio Oriente.<br />
4) La notizia del «1° Campionato Mondiale Potatura Alberi d'Olivo» a Taybeh/Efraim ha davvero fatto il giro del mondo. Difatti, questa giornata di incontro fra «coltivatori per la pace» in Medio Oriente ha avuto una inaspettata risonanza mediatica: si possono contare oltre 25 siti web che hanno riportato la notizia, in ogni lingua. A parte quelli direttamente interessati alla manifestazione (Copagri, UGC-CISL) e di settore (agraria.org), si riscontra la notizia in siti web arabi palestinesi, della Siria e del Marocco; ma anche svizzeri, brasiliani, rumeni; perfino tailandesi e nepalesi. Di particolare interesse è la pubblicazione sul blog «Savoir on se faire» (Conoscere o essere ingannati) del Prof. Sami Aldeeb, di origine palestinese, eminente ricercatore e docente svizzero di Diritto arabo e musulmano. Certamente rilevante è la pubblicazione su «agraria.org», che riceve migliaia di visite al giorno.<br />
5) Da ricordare anche alcune produzioni audiovisive realizzate sull'argomento. Il più visto è quello di Francesco Marino, intitolato «1° Campionato Mondiale Potatura Alberi d'Olivo», immesso in You Tube con un'ampia nota informativa sull'evento. Molto bello e suggestivo, per la qualità tecnica e le emozioni che suscita, il photo slideshow dal titolo «Viaggio in Terra Santa, 3-7 marzo 2011» prodotto da Elena Peruzzi in collaborazione con Simone Bettarini ed Andrea Fossi, tre ragazzi di Vinci che hanno partecipato al viaggio, «In ricordo di una bellissima esperienza ...».<br />
Una esperienza riuscita si può ripetere: forse il prossimo anno, a Gerusalemme!]]></description>
 <category>06 - Progetti di solidarietà</category>
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 <pubDate>Wed, 8 Jun 2011 22:00:00 +0200</pubDate>
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 <title>COLTIVIAMO LA PACE, INSIEME ...</title>
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<description><![CDATA[<a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20070101-Firenze 001.jpg"></a><br />
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«<i>Bisogna vedere le cose nel fondo: nel disegno misterioso e lontano che la Provvidenza tesse in vista dei suoi fini di grazia e di salvezza nel mondo intiero. Sotto la faticosa e aspra corteccia dei fatti che si vedono c’è la trama invisibile, amorosa del Padre celeste che prepara per i suoi figli un avvenire di grazia e di pace. [...] Gli uomini si muovono e Dio li conduce!</i>» - Lettera alle claustrali di Giorgio La Pira.<b>Caro visitatore, benvenuto nel sito dell'Associazione Culturale "Coltiviamo la Pace" di Firenze.</b> Grazie per l'interesse dimostrato. Attraverso le sezioni disponibili sarà facile visitare il sito, capire chi siamo, cos'è l'Associazione Coltiviamo la Pace e di quali progetti si occupa, conoscere l'ambiente in cui opera, cosicché sarà possibile immergersi nella cultura e nelle tradizioni della Terra Santa e di altri luoghi in cui si presenterà l'occasione di intervenire a sostegno di una comunità cristiana minacciata. Per informazioni, nella sezione "Chi Siamo", troverai tutto ciò che serve per contattarci. Intanto vi anticipiamo una riflessione che ci guida nella nostra attività:<br />
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"<i>Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede</i>." </i>(Giac. 2,14-18)<br />
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Il sito non vuole essere una esibizione di quanto abbiamo fatto. Invece, vuole essere un servizio a disposizione di tutti, affinché altri possano trovarvi suggerimenti e spunti per la loro attività. Soprattutto, vuole essere l'invito a costituire una rete di relazioni e di iniziative per collaborare allo stesso progetto, per poter "coltivare insieme" la pace in Terra Santa.<br />
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<b>ASSOCIAZIONE CULTURALE "COLTIVIAMO LA PACE"</b><br />
<i>Via de' Pucci, 2 50122 FIRENZE - ITALIA </i>- <br />
<b>Tel/FAX</b> +39 055 2381221 <br />
<b>Contatti</b>: <a href="mailto:info@coltiviamolapace.com">info@coltiviamolapace.com</a><br />
<i>Codice Fiscale 94109630486</i>]]></description>
 <category>01 - Home Page</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=3</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Apr 2009 14:47:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>IN PRIMO PIANO: PROGETTI DI SOLIDARIETÀ</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=13</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20110608-02 Olivo GT 07.jpg">null</a></div> <div STYLE="font-size:16;family:georgia;color:green;"><b>1) GETSEMANI: LA MEMORIA DI UN AMBIENTE</b> </div> <i>"Testimonia il Getsemani che ancora pare additi Giuda agli occhi della mente"</i> (Cirillo di Gerusalemme, Anno 347)<br />
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Gli ulivi del Giardino del Getsemani di Gerusalemme sono stati interessati da un progetto di ricerca scientifica denominato «<i>Getsemani: La memoria di un ambiente</i>», coordinato dal Prof. <b>Giovanni Gianfrate</b> dell'Associazione Coltiviamo la Pace di Firenze, in accordo con la Custodia di Terra Santa.<br />
Il progetto è stato sostenuto dall'iniziativa «<i>Adottiamo gli Ulivi del Getsemani</i>» dell'UGC - Unione Generale Coltivatori della Cisl, organizzazione professionale agricola all'interno della COPAGRI - Confederazione Produttori Agricoli. Le attività di ricerca sono state condotte dal Dr. <b>Antonio Cimato</b> dell'IVALSA - Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del CNR di Firenze.<br />
</i> <a href="http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?catid=4&blogid=1"><b>Continua>></b> </a><br />
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<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20070401-Santo Sepolcro 01.jpg">null</a></div> <div STYLE="font-size:16;family:georgia;color:green;"><b>2) VIAGGIO IN TERRA SANTA </b></div> <i>"Quale gioia quando mi dissero: «Andremo alla Casa del Signore!». Ed ora i nostri piedi si fermano davanti alle tue porte, Gerusalemme"</i> (Salmo 121/122, 1-2).<br />
<br />
Per noi Cristiani, un viaggio in Terra Santa non è un'alternativa turistica. È il «<i>Cammino di Gerusalemme</i>», un percorso di riflessione tracciato nei secoli dai pellegrini alla ricerca delle "orme dei profeti, di Gesù e degli apostoli"; è la possibilità di visitare i luoghi in cui Cristo è vissuto ed anche di conoscere la sua eredità sempre viva, che è la comunità cristiana palestinese; è un ritorno alle radici per rafforzare la propria fede. Un viaggio, dunque, alla ricerca dell'identità cristiana, assolutamente necessaria in questa epoca di globalizzazione,di omologazione e di relativismo, per cui l'uomo, privato dei propri valori storici, culturali e religiosi, rischia lo smarrimento. Una forte identità cristiana consente la precisazione dei rapporti che intercorrono fra le diverse culture e religioni; la possibilità di distinguere e potersi rapportare ad esse; di dialogare e potersi incontrare. Il viaggio in Terra Santa è un atto di amore per la «Pace».<br />
</i> <a href="http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?catid=8&blogid=1"> <b>Continua>></b> </a><br />
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<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20070312-Casa anziani 01.jpg">null</a></div> <div STYLE="font-size:16;family:georgia;color:green;"> <b>3) ADOTTIAMO UN PROGETTO PER LA PACE IN TERRA SANTA</b></div><br />
La solidarietà verso i cristiani di Terra Santa, che vivono in una situazione particolarmente drammatica, è innanzi tutto una risposta alla propria coscienza e, allo stesso tempo, un atto di amore nei confronti dei fratelli nella fede della Chiesa Madre di Gerusalemme. Questi fratelli speciali rappresentano un patrimonio irrinunciabile della Cristianità; sono «l’eredità di Cristo», una testimonianza vivente nella Sua terra.<br />
</i> <a href="http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?catid=4&blogid=1"> <b>Continua>></b> </a>]]></description>
 <category>01 - Home Page</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=13</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Apr 2009 14:45:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>VIAGGI PER LA PACE</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=25</link>
<description><![CDATA[<a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20070131-20050823 1845 Gerusalemme.jpg">null</a><br />
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<i>L'Associazione promuove la conoscenza della storia e degli aspetti fondamentali della cultura della comunità cristiana di Terra Santa. Per questo progettiamo viaggi per visitare i luoghi santi e incontrare le comunità cristiane locali.</i>]]></description>
 <category>08 - Viaggi</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=25</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Apr 2009 14:40:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=70</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20080115-20041118 Gerusalemme.jpg">null</a><br />
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</b></div><i>Partenze ogni lunedì, mercoledì, giovedì da Roma, Milano o Verona, con volo di linea diretto Eurofly - Accompagnatore dall'Italia e quida locale cristiana - Quota di partecipazione: a partire da euro 846,00.</i><b>1° Giorno: Nazareth</b><br />
Partenza dall’Italia con volo di linea dall’aeroporto prescelto. Arrivo a Tel Aviv dopo circa tre ore e mezzo, incontro con la nostra guida locale, disbrigo delle formalità di frontiera e trasferimento a Nazareth. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.<br />
<br />
<b>2° Giorno: Nazareth - Cana di Galilea</b><br />
Prima colazione e visita di Nazareth: basilica dell’Annunciazione, chiesa di San Giuseppe, Fontana della Vergine. Proseguimento per Cana di Galilea dove Gesù realizzò il suo primo miracolo trasformando l’acqua in vino durante un banchetto di nozze. Nel pomeriggio visita del Monte Tabor e della basilica della Trasfigurazione. Rientro in albergo per cena e pernottamento.<br />
<br />
<b>3° Giorno: Galilea</b><br />
Prima colazione e traversata in battello del lago di Galilea fino a Cafarnao, dove Gesù iniziò la sua predicazione e compì numerosi miracoli. Proseguimento per il Monte delle Beatitudini luogo in cui Gesù pronunciò il sermone della Montagna. Visita di Tabga: cappella della moltiplicazione dei pani e dei pesci e cappella del primato di Pietro. Rinnovo delle promesse battesimali presso il fiume Giordano. Rientro in albergo per cena e pernottamento.<br />
<br />
<b>4° Giorno: Gerico - Mar Morto - Qumran - Betania - Taybeh</b><br />
Prima colazione. Scendendo la valle del Giordano si giunge a Gerico, la città più antica del mondo. Monte delle Tentazioni, dove Gesù digiunò per quaranta giorni e quaranta notti. Arrivo al Mar Morto, la depressione geologica più profonda della Terra, a 417 metri sotto il livello del mare. Visita di Qumran, dove nel 1947 furono ritrovati da un pastore i celebri manoscritti biblici. Proseguimento e arrivo a Taybeh, unico villaggio interamente cristiano della Terrasanta. Sistemazione in centro di accoglienza per pellegrini, cena e pernottamento. <br />
<br />
<b>5° Giorno: Taybeh - Ein Karem - Betlemme/Gerusalemme</b><br />
Prima colazione. Visita del villaggio e pranzo. Proseguimento per Ein Karem, luogo della nascita di S. Giovanni Battista. Chiesa della Visitazione, luogo in cui la Vergine declamò il Magnificat.<br />
Sistemazione in albergo per cena e pernottamento.<br />
<br />
<b>6° Giorno: Betlemme - Gerusalemme</b><br />
Prima colazione. Visita della basilica della Natività e della grotta dove nacque Gesù, della Grotta di San Girolamo e del campo dei Pastori, luogo in cui l’Angelo apparve ai Pastori e li informò della nascita del Signore. Visita di Gerusalemme. Monte degli Ulivi: grotta del Pater Noster, edicola dell’Ascensione, Dominus Flevit, orto degli ulivi al Getzemani e basilica dell’Agonia. Rientro in albergo per cena e pernottamento.<br />
<br />
<b>7° Giorno: Gerusalemme</b><br />
Visita del monte Sion: valle del Cedron, chiesa di S. Pietro in Gallicantu, Cenacolo e chiesa della Dormizione di Maria. Visita della città: spianata del Tempio, muro della Preghiera, chiesa di S. Anna, Piscina Probatica e chiesa della Flagellazione. Via Crucis per le vie della città vecchia, arrivo al Monte Calvario e ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro dove Gesù venne crocifisso e poi sepolto. Cena di commiato. Pernottamento.<br />
<br />
<b>8° Giorno: Rientro</b><br />
Colazione e trasferimento all’aeroporto di Tel Aviv per volo di rientro.<br />
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<div style="text-align: center"><b>Per ulteriori informazioni<br />
BCD Travel - Consulenti di viaggio<br />
Tel 055 489731 Cell. 3388020186 Fax 055 3909044 e-mail brunociaccheri1@tin.it<br />
Viale Spartaco Lavagnini 16 – 50129 Firenze<br />
</b></div><br />
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<a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20080115-20071114 Casa  accoglienza.jpg">null</a><br />
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<div style="text-align: center"><i>Casa di Accoglienza per pellegrini "Beata Celestina Donati" - Taybeh-Efraim (Terra Santa)</i></div><br />
<div style="text-align: center">--------------------------------------------------------</div>]]></description>
 <category>08 - Viaggi</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=70</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Apr 2009 14:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>IN LIBRERIA</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=11</link>
<description><![CDATA[<a href="http://www.paoline.it/"onclick="window.open (this.href, 'imagepopup' , 'status=no, toolbar=no, scrollbars=yes, resizable=yes, width=600, height=700' ); return false;"<br />
<a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/3/20070125-Raed Abusahlia 561 web.jpg">null</a><br />
</a><br />
<div style="text-align: center"><i>Don Raed Abusahlia, Parroco di Taybeh-Efraim, a Firenze, 21 novembre 2005</i></div>]]></description>
 <category>17 - In Libreria</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=11</comments>
 <pubDate>Fri, 1 Feb 2008 22:40:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>GIANLUCA SOLERA</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=91</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20080201-Solera libro.jpg">null</a></div> <b>MURI, LACRIME E ZA'TAR<br />
Gianluca Solera - Edizioni Nuovadimensione, 2007<br />
<i>Storie di vita e voci della Palestina</i></b><br />
<br />
<i>Muri, lacrime e za'tar</i> è un viaggio che evita i tour organizzati e le propagande ufficiali per scoprire luoghi e persone di una terra che non trova pace, dove un'umanità prigioniera dell'ultima ideologia etnocoloniale resiste affidandosi alla forza travolgente della vita e a certe piccole cose, come lo <i>za'tar</i> (il timo) nell'olio d'oliva, in cui si intinge il pane casereccio.<br />
In tempi nei quali si sta cercando di cancellare l'identità della Palestina dalle cartografie, l'autore registra segni e parole, e documenta sia la sofferenza palestinese che le conseguenze sociali e umane dell'occupazione sugli israeliani. Incontrando politici e difensori dei diritti umani, rifugiati e coloni, rabbini e patriarchi, soldati e detenuti, contadini e tassisti, ricostruisce il quadro di una terra spaccata.Nelle storie personali raccontate, nei diari di viaggio dalle città dei Territori occupati e di Israele, negli incontri con i prigionieri morali e materiali di questo conflitto, ebrei e arabi, c'è un muro che cresce e guadagna metri, dividendo madri e bambini, oppressori e oppressi. Ma tra i muri ritroviamo fessure che le persone di buona volontà, o quelli che disperatamente cercano di vivere con dignità, sanno vedere. E passarci attraverso.<br />
<br />
<b>Gianluca Solera</b> è nato sul lago di Garda nel 1966, ma porta un nome sefardita di origine spagnola. Dopo molti anni a Bruxelles come consigliere politico del Parlamento europeo, nell'estate del 2004 è partito per la Palestina, che ha percorso tra andate e ritorni per due anni. Attualmente è Coordinatore delle reti della Fondazione euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture, che ha sede ad Alessandria d'Egitto.]]></description>
 <category>17 - In Libreria</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=91</comments>
 <pubDate>Fri, 1 Feb 2008 22:38:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>LA TESTIMONIANZA DEL PELLEGRINAGGIO</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=60</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20080201-2004 Marcuzzo.jpg">null</a></div> <b>I PROBLEMI DELLA COMUNITA' CRISTIANA DI TERRA SANTA<br />
<i>Intervista a Mons. Giacinto Boulos Marchzzo, Vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme</i><br />
di Tiziana Campisi</b><br />
<br />
D. - <i>Quali problemi toccano oggi in particolare le comunità cristiane della Terra Santa?</i><br />
R. – Il pericolo che ci minaccia è quello di sentirci isolati. Invece, quando si vedono pellegrini o gruppi che vengono regolarmente, allora ci si convince sempre di più che, veramente, i cristiani in Terra Santa non sono isolati, non sono dimenticati, ma sono nel cuore del pensiero, della preghiera e dell’amore dei cristiani della Chiesa universale.D. – <i>Questi vescovi, in questi giorni in visita in Terra Santa, quale testimonianza offrono alla gente che vive qui?</i><br />
R. – Una testimonianza di comunione ecclesiale, una testimonianza che la fede, di cui hanno ricevuto il dono dal Signore, storicamente e biblicamente proviene da qui. Questi vescovi, quando vengono in visita in Terra Santa, nel loro programma hanno sempre un incontro con i responsabili del governo dello Stato, sia palestinesi che israeliani. E’ molto importante che i responsabili, qui, sentano che la Chiesa, anche se è una minoranza, è una parte di un grande gruppo e di una grande famiglia - che nella comunione ecclesiale è diffusa nel mondo intero - e che questa Chiesa universale sente e tiene a cuore il cammino della Chiesa madre di Gerusalemme.<br />
D. – <i>Quali problemi è più urgente risolvere in questo momento?</i> <br />
R. – Il problema primario è quello dei pellegrinaggi. Non abbiate paura di venire pellegrini in Terra Santa. Altre problematiche riguardano la costruzione di scuole, come aiutare la nostra comunità - le nostre famiglie cristiane - a costruirsi una casa, per evitare il fenomeno dell’emigrazione.<br />
D. – <i>Di fronte alle problematiche sociali, la gente del luogo come reagisce?</i><br />
R. – Il più grande problema sociale da noi è quello della giustizia e della pace. Se c’è pace ci sono altri benefici sociali per tutti. Se non c’è pace, se c’è violenza, terrorismo, guerra e così via, i problemi sociali non solo non sono risolti, ma si moltiplicano sempre più. Per noi, dunque, il più grande impegno è proprio quello della pace e della diffusione di una informazione valida, seria e realistica della realtà, per creare un’opinione pubblica in favore della giustizia e della pace.<br />
D. – <i>Secondo lei, quanto ancora c’è da fare in tal senso?</i><br />
R. – C’è molto da fare. Purtroppo dobbiamo essere realisti. Non siamo vicini alla pace, anche se crediamo alla pace. Questo, però, non ci deve scoraggiare, perchè dobbiamo lavorare con la speranza che almeno nella prossima generazione si possa avere la vera pace. Si tratta di avere fiducia nell’altro, di avere fiducia nella pace. Quando c’è questo clima di fiducia ci si potrà incontrare, si potrà negoziare, si potrà dialogare, si potranno risolvere i problemi.<br />
]]></description>
 <category>08 - Viaggi</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=60</comments>
 <pubDate>Fri, 1 Feb 2008 21:39:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>I PELLEGRINI CHE NON VEDONO NIENTE</title>
 <link>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=92</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.coltiviamolapace.com/public/media/1/20080201-Gianluca Solera.jpg">null</a></div> <b>LE CONFIDENZE DI UN PADRE FRANCESCANO<br />
<i>Dal libro </i>Muri, lacrime e za'tar - <i>Storie di vita e voci dalla Palestina</i><br />
di Gianluca Solera - Ed. Nuovadimensione, 2007</b><br />
Una serata, in un fresco e silenzioso salone del convento di San Salvatore, un padre francescano mi confessò: «Ci sono troppi fedeli che vengono in pellegrinaggio in Terra Santa, si fermano qui a Gerusalemme e non vedono niente». Sarebbe meglio che non venissero, lessi nel suo pensiero. Se potessi solamente dare un paio di consigli ai pellegrini che si avventurano in Terra Santa e ai turisti ignari dell'esistenza di una Palestina, io direi loro:<br />
  (a) venite pacifici come colombe, ma astuti come serpenti, e addentratevi nei villaggi dispersi sulle colline della Cisgiordania o nelle campagne della Galilea chiedendo e curiosando;  (b) non fatevi convincere da chi vi dirà che è pericoloso "stare" tra i palestinesi, perché vi consiglierà il falso: o per ragioni economiche (assicurarsi un pernottamento in un albergo di Gerusalemme Ovest), o semplicemente per ottusità ideologica;<br />
  (c) scendete dai vostri autobus <i>Grand Luxe</i>, restate a pranzo in villaggi come Betania, Taybeh o Sebastia e visitate i luoghi attraversati da Cristo; vi costerà un po' di tempo per raggiungerli, a cauda delle restrizioni alla mobilità imposte dalle autorità israeliane, ma con la vostra presenza onorerete luoghi di cui alcuni si augurerebbero la scomparsa dalle carte geografiche;<br />
  (d) entrate in sinagoghe, moschee e chiese di altre confessioni cristiane, per conoscere e apprezzare la ricchezza della diversità delle rivelazione divina;<br />
  (e) raccoglietevi in qualche monastero o restate da qualche contadino per alcuni giorni, per sfuggire alla velocità della vita moderna e acquistare un poco del vigore silenzioso degli olivi di quelle terre;<br />
  (f) e tenete presente che non si può essere pellegrini né tantomeno viaggiatori fino in fondo senza essere cittadini del mondo, senza ascoltare il lamento che emette la terra, impregnata di sangue antico e recente, senza ascoltare le storie di chi vive o di chi vi è morto; alla fine dei conti, conta più il contadino che continua a pascolare le capre della tomba di uno dei nostri profeti.]]></description>
 <category>08 - Viaggi</category>
<comments>http://www.coltiviamolapace.com/insieme/index.php?itemid=92</comments>
 <pubDate>Fri, 1 Feb 2008 21:30:00 +0100</pubDate>
</item>
  </channel>
</rss>
